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AGENDA

Campagna “Un patto per l’acqua pubblica”

25 giugno 2010
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Giovedì 1 luglio Conferenza stampa, ore 11, alla sede del PD Regionale in via G. Orsini 30, sulla Campagna “Un patto per l’acqua pubblica”. Partecipano: Enzo Amendola, Fabrizio Vigni, Maurizio Conte.

Conte: intervento al seminario di Area Democratica a Cortona

11 maggio 2010

IL VIDEO E’ NELLA SEZIONE VIDEO IN BASSO A DX: BLOGROLL – VODPOD

Conte: “Stop alle demolizioni: il governo onora la cambiale”

24 aprile 2010
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“Il Governo paga la cambiale emessa prima delle elezioni. Lo stop alle demolizioni delle costruzioni abusive in Campania (sancite da tre livelli di giudizio nei tribunali) ne conferma il disprezzo verso norme e legalità, rende inutile il lavoro di anni di magistrati e forze dell’ordine, accresce il senso collettivo dell’impunità, rende più forte la camorra, da sempre impegnata nel ciclo del mattone abusivo”: questo il commento di Maurizio Conte, presidente regionale degli Ecologisti Democratici.
“Si tratta di un ulteriore atto volto all’affossamento del paesaggio, delle aree agricole, dell’ambiente – continua Maurizio Conte – che, unitamente all’individuazione di nuove discariche nel parco nazionale del Vesuvio e di aree per le centrali nucleari, esprime il vero volto di un centrodestra che considera la Campania terra degli scarti italiani. In questo modo si annullano le possibilità di futuro della nostra regione”.

ECODEM: “Caccia, sconfitto il partito della deregulation”

23 aprile 2010
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“Il Parlamento ha fermato, con una ragionevole mediazione, il tentativo della parte più oltranzista del centrodestra di stravolgere le regole sull’attività venatoria”: questo il commento del presidente degli Ecologisti Democratici, Fabrizio Vigni, all’emendamento sulla caccia (alla Legge Comunitaria 2009) approvato oggi, mercoledì 21 aprile, alla Camera dei Deputati.

“Il partito della deregulation – continua Fabrizio Vigni – è stato sconfitto grazie all’impegno dell’opposizione ed alle divisioni della maggioranza. Ora ci sono le condizioni per far ripartire un confronto serio tra tutte le forze responsabili e per garantire un corretto equilibrio fra attività venatoria e tutela dell’ambiente”.

Vigni: “Caccia rischio caos giuridico e conflitti”

17 aprile 2010
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“Le nuove norme sul calendario venatorio, approvate dal centrodestra in Commissione Agricoltura della Camera avranno l’effetto di produrre caos giuridico e nuovi conflitti”: questo il commento di Fabrizio Vigni, Presidente nazionale Ecodem.

“Va sottolineato – continua Fabrizio Vigni – che l’atto di arroganza dei parlamentari della maggioranza, che hanno approvato una norma in palese contrasto con le indicazioni dell’Europa e che mal si concilia nell’anno mondiale della Biodiversità con l’esigenza di una maggiore tutela faunistica, produrrà inevitabilmente una fase durante la quale gli amministratori locali di centrodestra presseranno politicamente l’Ispra e la ricerca scientifica, per ottenere quel parere indispensabile per poter prolungare la caccia, a determinate specie, nelle prime due decadi del mese di febbraio”.

“Un parere, quello dell’Ispra, che gli esponenti di centrodestra conoscono però bene – sottolinea Fabrizio Vigni – perché è già riportato nei resoconti delle audizioni parlamentari di questi anni e che individua inderogabilmente nel 31 gennaio la data ultima possibile per svolgere attività di caccia senza voler riaprire, specie per specie, una discussione che potrebbe portare a riconsiderare, unitamente all’eventuale allungamento, anche la possibilità di chiusura anticipata della caccia. Il conflitto si sposterà, allora, nei tribunali facendo venire meno la certezza di diritto per tutti: fauna, ambiente e caccia”.

“A questa brutta pagina – conclude il presidente Ecodem – si può rimediare stralciando, durante la discussione in Aula, l’emendamento approvato. Saprà imporlo il ministro Prestigiacomo o come sempre si rifugerà nell’angolo di un dissenso solo a parole e che di fatto avalla le peggiori politiche ambientali?”.

Vigni:“Difendiamo l’acqua pubblica, ma no al referendum”

9 aprile 2010

“L’acqua è un bene comune dell’umanità. Un bene pubblico che va gestito in modo ambientalmente sostenibile. Per noi questi sono principi inviolabili, da difendere con le unghie e con i denti”: Fabrizio Vigni, Presidente nazionale degli Ecologisti Democratici, interviene sul tema dell’utilizzo della risorsa idrica criticando il ricorso al referendum e promuovendo la recente proposta di legge tematica presentata dai senatori Ecodem.

“Non siamo i difensori dello status quo, perché ci sono molte cose da cambiare e da migliorare – aggiunge –. Bisogna ridurre gli sprechi e gli usi distorti della risorsa, superare inefficienze nella gestione, attivare più investimenti per acquedotti, fognature e depuratori, migliorare qualità e standard ambientali del servizio, garantire efficienza ed economicità della gestione. Tutto ciò richiede una forte regolazione pubblica, un ruolo centrale degli enti locali nell’affidamento del servizio, una legislazione nazionale chiara e coerente. Per questo ci siamo opposti al provvedimento del governo che spinge di fatto verso una privatizzazione forzata”.

“Ma non riteniamo che la via giusta per contrastare la forzatura del governo sia il referendum – sottolinea Fabrizio Vigni –: sia perché alcuni dei quesiti referendari ci sembrano mal posti, sia perché è alto il rischio che anche questi referendum, come avviene ormai da tempo, non raggiungano il quorum di votanti e si trasformino in un boomerang. Meglio battere altre strade. Va in questa direzione la proposta di legge presentata dai senatori Ecodem Francesco Ferrante e Roberto Della Seta, che intende modificare la normativa imposta con il voto di fiducia dal governo Berlusconi riportando il tema della gestione del servizio idrico dentro un disegno riformatore coerente con le finalità di una gestione equa, sostenibile ed efficiente dell’acqua”.

31 marzo 2010,

In Documenti il Disegno di Legge dei Senatori Ferrante e Della Seta

Ferrante e Della Seta:”No a privatizzazione. Decidano Comuni come gestire risorsa idrica”

9 aprile 2010

“Oggi il Forum movimenti per l’acqua ha depositato in Cassazione tre quesiti referendari contro la privatizzazione della gestione delle risorse idriche. Cancellare le misure approvate dalla maggioranza di centrodestra che obbligano alla privatizzazione di un bene comune prezioso come l’acqua è un obiettivo sacrosanto, ma lo strumento referendario non appare quello adatto. Negli ultimi anni, da quando si è capito quanto è facile far saltare il quorum invitando all’astensione, nessun referendum infatti ha avuto successo. Noi preferiamo oggi depositare un disegno di legge che punta a cancellare quelle misure appena approvate e a stabilire la regola che siano i Comuni a decidere come sia meglio gestire i servizi idrici, tenendo sempre ben presente che l’acqua è un bene comune e dunque non è privatizzabile e su questo chiamare alla mobilitazione i cittadini e gli stessi enti locali”. Lo dicono i senatori del Pd Francesco Ferrante e Roberto Della Seta.

“Sul tema della gestione delle risorse idriche – spiegano i due senatori del Pd – grava l’estrema difficoltà di vedere il dibattito ristretto a due opposte fazioni: chi idealizza la gestione pubblica, come se fosse sempre garanzia di servizio equo ed efficiente, contro chi idolatra quella privata. I paladini della privatizzazione distinguono nettamente tra proprietà dell’acqua che deve rimanere pubblica e gestione del servizio che va affidata ai privati. Ma questa è una formula astratta, dal momento che in quasi tutti i casi di privatizzazione del servizio, i ‘privati’ in questione sono multinazionali molto più potenti degli enti locali che dovrebbero fare da ‘controllori’ del servizio prestato. In più non è vero che l’Europa impone agli stati membri la privatizzazione dei servizi idrici. In base alle leggi comunitarie, ogni paese deve affidare al mercato la gestione dei servizi pubblici locali ‘di rilevanza economica’, ma a decidere se l’acqua rientri o no in questa categoria sono i singoli Stati, che si stanno infatti regolando nei modi più diversi. Allora – concludono ferrante e Della Seta – molto meglio sarebbe lasciare agli enti locali la scelta su come sia meglio gestire i servizi idrici, tenendo ben presente che si tratta di un bene non privatizzabile che non deve sottostare a criteri mercantili e mettere in campo una forte, autorevole, indipendente autorità pubblica chiamata a controllare che le gestioni rispondano ai criteri di un uso socialmente equo e ambientalmente sostenibile dell’acqua. Queste sono le finalità del nostro disegno di legge”.

In Documenti il Disegno di Legge dei Senatori Ferrante e Della Seta

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